03-08-2025 | I volti di pietra al Castello Manservisi di Castelluccio in mostra dal 3 al 15 Agosto

Da alcuni anni l’Associazione Fulvio Ciancabilla con il suo settore operativo “La Bottega degli scalpellini della valle del Reno” porta avanti con tenacia l’obiettivo di far rinascere l’antico mestiere dello scalpellino che nelle nostre montagne, l’Appennino tosco- emiliano, ha una tradizione millenaria.

Purtroppo la chiusura delle cave e la durezza del lavoro stava facendo scomparire questi preziosi artigiani.

Abbiamo pertanto avviato un tentativo di recupero con la disponibilità di tre maestri, non solo bravi artisti, ma anche disponibili a trasmettere la loro abilità.

Ed è così che dopo otto corsi di avvicinamento alla scultura su arenaria si è creata una compagine di una ventina di scalpellini capaci che ci fanno dire che, vista la loro abilità, siamo riusciti a ricreare un piccolo gruppo di operatori, la “bottega” appunto, che può garantire il recupero dell’antica tradizione.

Per affinarne le capacità artistiche è stato avviato un corso di perfezionamento che ha avuto come tema “il volto umano” e come scopo principale quello di dare nozioni di base per la scultura su pietra arenaria del volto umano, in basso ed alto rilievo.

Partendo da una lezione teorica che ha ripercorso le tecniche della scultura antica, ellenica e romana, gli artisti, sotto l’attenta guida dei maestri (Alfredo Marchi e Rodolfo Mucci in primis e con la collaborazione dello scalpellino Riccardo Vaccaro) hanno realizzato una ventina di opere che rappresentano un campionario di volti diversi come diversa è la vena artistica di ogni scultore.

Volto di Riccardo Vaccaro.

La mostra al castello Manservisi è stata l’occasione di confrontare questi volti classici con le “Marcolfe”, altra tipologia di volto di millenaria origine presente fin dai tempi antichissimi nelle montagne dell’alto appennino bolognese e modenese fino alla Garfagnana ed alla Liguria.

Trattasi di visi deformi, quasi mostruosi, per incutere timore e, nella credenza popolare, tener lontani demoni, spiriti maligni, streghe, “energie” negative.

L’antica tradizione, con scopi apotropaici, secondo gli studiosi risalirebbe alle popolazioni celtiche che abitavano questi monti prima della colonizzazione romana.

Nel territorio di Fanano (MO) è viva la tradizione di scolpire ancora queste opere ed è in collaborazione con uno di questi artisti, Gionata Orsini, che è stata organizzata l’esposizione nel Castello Manservisi a Castelluccio (Alto Reno Terme).

Marcolfe di Gionata Orsini.

La mostra è stata allestita dal 3 agosto al 15 agosto ed è stata l’occasione di esporre queste opere che rappresentano anche l’elevato livello artistico che i nostri scalpellini hanno raggiunto.

All’inaugurazione del 3 agosto alle ore 15 è intervenuta la storica Alessandra Biagi, che ha parlato della tradizione delle marcolfe o mummie come vengono chiamate nel bolognese, e di Sara Sargenti e Lucrezia Buganè che hanno presentato un libretto da loro realizzato sulle “Teste di pietra” dell’alto appennino.

Stefano Vannini, Presidente dell’Associazione Fulvio Ciancabilla ha illustrato il percorso dal quale è nata la “Bottega degli scalpellini della Valle del Reno” e Alfredo Marchi, scalpellino e Direttore artistico della “bottega”, ha illustrato la tecnica utilizzata per la realizzazione dei volti.

E’ seguito un concerto di Gina Battista ed un laboratorio di scultura dove i curiosi hanno potuto provare, con la supervisione dei maestri, l’emozione dello scalpello e del mazzuolo. E’ motivo di soddisfazione ed orgoglio per noi ed uno stimolo a continuare sulla strada intrapresa e formare altri artisti ed evitare l’estinzione di un’arte antica, caratteristica del nostro Appennino.

L’allestimento della sala “volti” (photo Vincenzo Gialone)

L’allestimento della sala “marcolfe”

L’inaugurazione (photo Vincenzo Gialone)

La consegna della “pergamena” AAVOLTI&Dintorni2025 agli scalpellini presenti (photo Vincenzo Gialone)

Il rinfresco inaugurale e il primo laboratorio (photo Vincenzo Gialone)