La Bottega degli Scalpellini

Era l’ottobre del 2017 quando, dopo la proficua giornata di studi “L’arenaria di Montovolo – Storia, geologia, architettura, lavoro” con un gruppo di appassionati è nata l’idea di realizzare una serie di azioni per rivalutare e rilanciare la pietra arenaria di Montovolo e la sua lavorazione.

Questa intenzione ha dato origine ad un’iniziativa di ampio respiro chiamata “Progetto Montovolo” che prevede, fra le sue quattro direttrici di lavoro, la salvaguardia dell’antico mestiere del “lavorare il sasso”.

Gli sforzi della nostra Associazione tesi a preservare e tramandare le antichissime tecniche degli scalpellini hanno portato, nel 2019, alla stampa del libro “Storie di pietre e scalpellini del bolognese” scritto da Alfredo Marchi, scultore, maestro scalpellino e grande studioso di storia locale; e grazie alla disponibilità di quest’ultimo e degli artisti della pietra Giancarlo Degli Esposti e Rodolfo Mucci a trasmettere il loro sapere acquisito grazie ad una pluridecennale esperienza sul campo, nell’Ottobre del 2021 ha visto la luce il primo corso di avvicinamento alla scultura su pietra arenaria.

Da allora la nostra attività didattica non si è più fermata e grazie ai due corsi all’anno organizzati fino ad oggi (maggio 2024) siamo riusciti a formare e iniziare nell’arte della lavorazione della pietra più di una settantina di soggetti, un terzo dei quali, grazie alla passione e agli insegnamenti dei nostri maestri, ha raggiunto abilità professionali di alto livello e continua regolarmente a frequentare a titolo personale il laboratorio della Spintona (sede dei nostri corsi) e a collaborare attivamente alle nostre attività di promozione e divulgazione di questo antico mestiere.

È nata dunque l’esigenza di un nome e un logo che racchiudesse e rendesse immediatamente riconoscibile questa realtà, soprattutto dopo il riconoscimento delle Denominazione Comunale d’Origine (De.Co) conferita con delibera del 10 aprile 2024 dalla Città metropolitana di Bologna all’arte dello scalpellino e della scultura in arenaria portata avanti dalla nostra Associazione.

Ed è così che, grazie alla fruttuosa collaborazione con tre studentesse dell’indirizzo di grafica dell’Istituto di Istruzione Superiore Luigi Fantini di Vergato è nato il logo de La Bottega degli Scalpellini, il settore operativo della nostra Associazione che si occupa di tutte le iniziative legate ai corsi di avvicinamento alla scultura e all’arte della lavorazione della pietra arenaria.

Il gruppo degli scultori/scalpellini dell’associazione Fulvio Ciancabilla ha pensato di creare un proprio logo al fine di presentarsi, per le sole iniziative che hanno come tema la lavorazione e l’arte della pietra, in maniera più chiara e diretta. Naturalmente, questo logo, dovrà essere presentato in coppia con quello ufficiale dell’associazione.

Questa rappresentazione è il frutto della sintesi di varie proposte e considerazioni all’interno del gruppo che vogliono sottolineare alcuni significati e riferimenti condivisi. L’aspetto grafico è stato curato dalle studentesse della classe quarta del I.I.S. Luigi Fantini di Vergato indirizzo Grafico Pubblicitario.

Il punto di partenza del tratto che disegna il logo parte da destra verso sinistra e delinea subito la siluètte dei monti Vigese e Montovolo da dove proviene la bella pietra arenaria usata per secoli dagli scalpellini che il gruppo sente come propri maestri. Il disegno prosegue poi per formare un cerchio che si sta evolvendo in senso antiorario. Questo, per evidenziare la volontà di ritornare a quell’antico mestiere, cosi caratterizzante per il territorio dove hanno sede, ma che rischiava di scomparire. Il piccolo fiore a sei petali nel cerchio che compare all’interno della circonferenza è un simbolo antico spesso inciso sui portali delle antiche case di questo Apppennino. Oggi comunemente chiamato “fiore della vita” si arricchisce, nell’iconografia locale, di una cornice composta di altri sei petali a significare che ogni fiore (essere vivente) è strettamente collegato con le altre vite.

Infine c’è la scelta di chiamare il gruppo “la bottega degli scalpellini” come in antichità si chiamavano i luoghi dove i maestri formavano nuovi artisti ed artigiani, dove gli antichi saperi si tramandavano e si evolvevano.

I 3 MAESTRI

Alfredo Marchi

Alfredo Marchi nasce nel 1952 a Vergato e qui ha sempre vissuto. Sin dall’adolescenza ha dimostrato grande interesse e amore per l’agricoltura, la natura e la cultura del proprio territorio.

Il lavoro come dipendente di banca non gli ha impedito di coltivare questi suoi interessi che, dopo l’età di quarant’anni hanno, in parte, trovato sfogo nella scultura.

La scultura del togliere, per scoprire nell’interno della materia un’espressione del proprio animo.Quella scultura che trova nella pietra e nel legno l’occasione per rapportarsi con la natura.

Qui il contatto con la materia è fisico prima che ideale: richiede sudore e fatica, capacità artigianali e tempi lunghi di realizzazione.

Non amando esporre in mostre temporanee entro locali chiusi, Alfredo Marchi preferisce dare visibilità alle proprie opere in spazi aperti, nel tentativo di valorizzare l’ambiente urbano o naturale dove esse sono state collocate.

Varie sue installazioni si possono incontrare in luoghi pubblici soprattutto nei comuni di Vergato e Castel d’Aiano.

Una sua opera in legno è stata richiesta da Vittorio Sgarbi per arricchire la sua collezione privata. Un’altra opera in arenaria è stabilmente esposta nella sede della Regione Emilia Romagna.

Alcune sue opere sono anche visibili sul web e in brevi filmati sul canale internet “YouTube” digitando il nome dell’autore.

Due frasi, in cui l’autore si riconosce, sono state lasciate sul quaderno delle firme in occasione della mostra personale nell’ambito di “Vergatoarte 2016:

Una scoperta entusiasmante: scoperta di vita nella terra e nel cielo, la ricerca, l’impedimento, l’unione, la fusione.

Sculture: vere opere d’arte. Simbolismi religiosi, antichi, pregni di significati, sacri. La madre, la vita, la natura. In tutte c’è l’anelito verso l’alto (ma sono anche allegre!).

Giancarlo Degli Esposti

“Giancarlo concretizza sogni scultorei”    

Luigi Ontani

Giancarlo Degli Esposti, scultore e scalpellino, nasce a Marano di Gaggio Montano, Bologna, nel 1956 e vive nel Comune di Grizzana Morandi.

Il padre di Degli Esposti era un mastro muratore e le pietre destinate a muri e pareti di edifici e case, affascinano da subito, il giovanissimo Giancarlo.

Decide di seguire le orme del padre, e non passa molto tempo perchè inizi ad esprimere il suo spirito artistico proprio attraverso quelle pietre, di bellissima arenaria di Montovolo.

Si avvicina da autodidatta anche al disegno e alla creta e il suo orizzonte creativo si espande nell’utilizzo di diversi materiali come legno, ferro e matriali di riuso. Il rapporto con la pietra resta però una costante, soprattutto dopo essersi formato al corso per scalpellini organizzato dal Comune di Grizzana Morandi e dalla Comunità Montana nel 1988/89.

Lascia il lavoro di muratore stradino, che svolgeva per il Comune di Vergato, e sceglie di lavorare la pietra da libero professionista, da artigiano.

Crea cantonali, riquadrature di finestre, portali, bozze da muro, camini e fontane, così come ornati, stemmi, bassorilievi e sculture a tutto tondo, per privati ed istituzioni.

Di grande rilievo, per la crescita artistica e tecnica del nostro, è l’incontro, negli anni Novanta, con il maestro Luigi Ontani, che trova nelle mani di Degli Esposti lo strumento per concretizzare i propri sogni “di pietra”.

Ontani gli commissiona, su proprio disegno, opere scultoree ed elementi architettonici in pietra arenaria per il Villino Romamor, la sua casa di Riola Ponte (Grizzana Morandi).

Altri pregevoli lavori di Degli Esposti sono: la Maestà della Rupe di Sasso Marconi, il portale ornato nella chiesa di Panico, gli interventi di restauro nel Santuario di Montovolo, con la creazione della copia in arenaria della bellissima croce trilobata del XIV-XV secolo, la fontana dell’Avis di Loiano, le opere scultoree in occasione del gemellaggio tra il Comune di Sasso Marconi e Sassenage nel 2003, ed altri ancora.

Partecipa a diverse mostre collettive, segnatamente nel suo territorio, così come alla mostra “Idee di pietra”, nel 2019, presso il Palazzo della Regione Emilia Romagna, a Bologna, che vedrà l’acquisizione, da parte della Regione stessa, di una sua scultura dal titolo “La lotta e l’arco”.

Degno di nota è il suo contributo agli importanti restauri della Rocchetta Mattei, sita nel Comune di Grizzana Morandi, a partire dal 2007, sotto la direzione dei lavori della Professoressa Maricetta Parlatore: i particolari decorativi ed architettonici in pietra  sono tornati al loro originario splendore grazie alle sapienti mani di Degli Esposti la cui esperienza è narrata nel libro “Rocchetta Mattei. Racconti di un restauro insolito” (Ed. Minerva, 2021).

Nel 2016, insieme allo scultore Alfredo Marchi, conduce un “corso di introduzione alla lavorazione della pietra arenaria” nel proprio laboratorio, a Riola Ponte. Questa esperienza si rivela prodromica per ciò che realizzerà, in collaborazione con l’Associazione Fulvio Ciancabilla, a partire da settembre 2021: una vera e propria scuola di scultura su pietra arenaria, e conoscenza dell’antica arte dello scalpellino, che ha già visto il compimento di 5 corsi, per un totale di circa 40 allievi.

Rodolfo Mucci

Rodolfo Mucci nasce nel 1948 a Porretta Terme, e qui risiede nella frazione di Castelluccio.

Fin dall’adolescenza dimostra grande interesse per l’arte, il disegno e la scultura, e, come autodidatta, sperimenta la lavorazione di diversi materiali riscoprendo la sua manualità. 

Lo appassionano l’intaglio e la scultura del legno, spesso di recupero; anche i nòccioli di pèsca, con l’ausilio di coltellini da lui stesso fabbricati, diventano minuscole anfore e piccoli vasetti.

Suo suocero, Giuseppe Pranzini, è abile falegname, ma soprattutto artista (pittore, scultore, intagliatore e intarsiatore) ed è con lui che, frequentando la falegnameria, entra in contatto con insegnamenti e consigli preziosi, arnesi e strumenti di lavoro, abbondanza di legno di diverse essenze, di cui potrà ora disporre in abbondanza.

Continua così a coltivare la sua passione in modo sempre più raffinato e ricercato, e, più assiduamente, quando la pensione gli regala molto più tempo da dedicare al suo hobby.

Alla fine degli anni Novanta, per desiderio della moglie, frequenta, assieme a lei, un corso di decorazione ceramica a Montelupo Fiorentino. Il contatto con questo ambiente gli consente di scoprire una nuova materia, l’argilla, che comincerà a plasmare creando sculture e bassorilievi, che ancora oggi realizza e che la moglie decora.

Così, da un’idea di suo suocero e quasi “per gioco”, nasce “CastellArte – Scultura, ceramica & pittura”.

Nello stesso periodo, la curiosità di sperimentare materiali sempre diversi, lo porta alla lavorazione della pietra, filo conduttore della sua produzione artistica, che tutt’ora lo gratifica.

Boschi e fiumi gli forniscono la materia prima, quelle pietre in arenaria che con le loro forme più lo ispirano.

Si dedica a quest’arte con frequenza sempre maggiore.

Alcune sue sculture si possono ammirare lungo sentieri e per le vie dei borghi, altre, realizzate su commissione di privati, si trovano oggi oltre Oceano.

Ha partecipato a diverse mostre, collettive e non, a Castelluccio, a Monteacuto delle Alpi, alla Querciola, a Lizzano in Belvedere, a Bologna presso Palazzo d’Accursio e a Castello di Serravalle, ed altre.

Grazie ai social network, e quasi per caso, gli arriva la notizia di un “Corso di introduzione alla lavorazione della pietra” organizzato a Vergato dall’Associazione “Fulvio Ciancabilla” nella persona del Presidente Dott. Stefano Vannini, ideatore del progetto. 

Frequenta, come allievo, per due edizioni consecutive, e con grande piacere, accoglie l’offerta degli artisti scultori, maestri scalpellini, Giancarlo Degli Esposti e Alfredo Marchi, di entrare a far parte del corpo docente.