
Dal 2021 l’Associazione Fulvio Ciancabilla APS, onlus di divulgazione tecnico scientifica che ha compiuto nel 2026 i vent’anni di attività, ha organizzato corsi di avvicinamento alla scultura su pietra arenaria per conservare la tecnica dei medioevali maestri comacini, che in queste zone si sono insediati, tramandando i segreti della loro arte, prima che si interrompa irreparabilmente la lunga e preziosissima catena della conoscenza.
E’ intento dell’Associazione mantenere vivo questo antico mestiere che fin dall’anno 1000 ha caratterizzato le montagne della valle, dando da mangiare a generazioni di famiglie e ha permesso la costruzione di borghi, santuari, strade e ferrovie.
Per fare questo è nata la Bottega degli Scalpellini che porta avanti la valorizzazione dell’antica arte della lavorazione della pietra composta da una trentina di artisti che operano con passione e grande capacità.
E’ stata una piacevole sorpresa per la “Bottega degli Scalpellini della Valle del Reno” avere avuto dal Comune di Lizzano in Belvedere l’incarico di realizzare la parte artistica del monumento simbolo dell’arrivo al corno alle scale della nona tappa del giro d’Italia 2026 prevista per il 17 maggio del 2026.
E’ stata lungimirante la Sindaca Barbara Franchi a riconoscere nella “Bottega degli scalpellini della Valle del Reno” una realtà che poteva creare un’opera artistica in pietra locale per onorare questo straordinario avvenimento.
E sono stati bravi gli artisti della bottega.
E’ stato un lavoro collegiale dove ogni scalpellino ha profuso con sapienza
ed ingegno ogni sforzo affinché questa opera potesse essere il degno simbolo di un avvenimento eccezionale
Il monumento è costituito da nove lastre in arenaria locale recuperate da un restauro della Parrocchiale di S. Mamante.
Sono vecchi manufatti in arenaria provenienti dalle cave della zona e realizzati dagli scalpellini presenti in zona fin da tempi antichi.
Costituivano i gradini d’ingresso della chiesa, sostituiti di recente con materiale non del luogo.
La vetustà e l’ingiuria del tempo li hanno ammalorati e non tutti erano in grado di essere riutilizzati.
E’ stata comunque l’abilità dei nostri artisti che ha permesso di scegliere i migliori e realizzare l’opera.
Il progetto prevedeva il posizionamento di dieci di queste lastre in un semicerchio che intende rappresentare la vasta conca glaciale di Rio Piano posto nelle immediate vicinanze del laghetto del Cavone.
All’interno ed all’esterno del semicerchio sono posizionate due panchine per il riposo dei viandanti e dei cicloturisti.
L’ubicazione prescelta è senza dubbio molto suggestiva, prossima al laghetto ed ai bordi della faggeta che accoglie l’area giochi per bambini.
Anche la frastagliatura del contorno superiore del monumento è ispirata allo skyline del Corno alle Scale come si può apprezzare dalle immagini che seguono.
Incastonate nelle lastre sono state scolpite sei targhe sempre in arenaria che rappresentano i loghi del Comune di Lizzano in Belvedere, della Banca di Credito Cooperativo Felsinea, della Società Corno alle Scale, dell’Associazione Fulvio Ciancabilla, promotrice della scuola della lavorazione della pietra e della “Bottega degli scalpellini della Valle del Reno” esecutrice dell’opera.
Gli scalpellini che hanno lavorato con passione per realizzare questa opera
d’arte sono stati tanti e vale la pena ricordarli uno per uno.
Innanzitutto la direzione artistica è stata del maestro Alfredo Marchi che non solo ha dato indicazioni, ma ha anche lavorato di flessibile tra la polvere con la collaborazione di Riccardo Vaccaro, Giancarlo Degli Esposti, Rodolfo Mucci altri artisti della bottega.


Una puntuale direzione di cantiere con tre giornate piene di lavoro appassionato è stata garantita dal maestro Rodolfo Mucci qui raffigurato col progettista e Direttore dei Lavori Gabriele Mucci, altro artefice della realizzazione del monumento che ha seguito passo passo i lavori.

Con loro hanno operato oltre ai già citati Alfredo Marchi e Riccardo Vaccaro: Gianluca Boschi, Giancarlo Degli Esposti, Fabio Marchioni, Sabato Crescenzo, Gabriele Bettini, Marco Pirazzini, Giorgio Masina.
Le mani sapienti di Sabato Crescenzo hanno inoltre realizzato in un tipo diverso di arenaria il logo del Giro d’Italia 2026.
Sono stati bravi i componenti dell’Impresa “Movimento Terra Giovanni” di Boughattas Younes.
Ed eccolo nella sua maestosità come ora si può ammirare.




Di seguito i dettagli delle opere artistiche:
- Logo del comune di Lizzano in Belvedere: realizzazione Rodolfo Mucci.
- Logo della società Corno alle Scale che gestisce gli impianti di risalita della stazione: realizzazione Gianluca Boschi.
- Logo della Banca BCC FELSINEA, uno degli sponsor dell’iniziativa: realizzazione Marco Pirazzini.
- Logo della Bottega degli Scalpellini della Valle del Reno, che con i suoi artisti ha ideato, realizzato, scolpito ed aiutato nel montaggio del manufatto: realizzazione Gabriele Bettini.
- Logo dell’Associazione Fulvio Ciancabilla APS, associazione che si occupa da vent’anni di divulgazione tecnico scientifica e che ha fatto nascere nel suo seno la Bottega degli Scalpellini della Valle del Reno per salvaguardare l’antico mestiere della lavorazione della pietra arenaria: realizzazione Sabato Crescenzo.
- Logo del simbolo ufficiale del Giro d’Italia, approvato dal management dell’Organizzazione: realizzazione (magistrale) Sabato Crescenzo.
- Il fiore della vita, simbolo degli antichi maestri comacini, posizionato nel retro del monumento: realizzazione Alfredo Marchi.

Il monumento è già diventato punto di ritrovo di turisti e ciclisti che vorranno raggiungerlo per un salutare riposo e farsi immortalare con una foto ricordo.
Già molti si sono ritratti davanti al monumento.
Innanzitutto gli artefici di questa opera d’arte.
…e poi i presenti all’inaugurazione






… e poi ciclisti e turisti
Ed è stato un onore avere immortalato sul monumento i campioni del passato:
Da sinistra: Claudio Chiappucci, “El Diablo”, grande protagonista del ciclismo italiano; Justine Mattera, volto televisivo e grande appassionata di sport; Sonny Colbrelli, campione europeo e vincitore della Parigi-Roubaix 2021; Igor Astarloa, campione del mondo su strada 2003; Marco Canola, vincitore di tappa al Giro d’Italia 2014; Davide Ferrario, musicista, produttore e appassionato narratore del mondo della bici.
Il panorama che si gode da qui è sicuramente riposante e fa sentire avvolti da una natura rigenerante, l’ideale per un riposo dopo la fatica del cammino o della salita.
AMICI CICLOTURISTI E CAMMINATORI SE VI PIACE IL MONUMENTO E VOLETE IMMORTALARLO CON UNA FOTO O UN SELFIE CONDIVIDELI CON NOI E TAGGATE SU facebook @associazionefulviociancabilla




















